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Software
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top
Il mwcwsoftware, in mwdainformatica ed mwdqelettronica, indica (per un mwdgsistema informatico) l'insieme delle componenti intangibili di mwdwelaborazione. Il significato è contrapposto a quello di mwea mweqhardware, che corrisponde alla parte materiale (strato fisico/tangibile) del detto sistema.cite-ref-0-1-0[1]

Contents

Storia
Note

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Storia

La creazione del concetto

Il termine sarebbe stato creato durante la mwggseconda guerra mondiale. I tecnici della mwgwRoyal Army britannica erano impegnati nella mwhadecrittazione dei codici tedeschi di mwhqmwhgEnigma, di cui già conoscevano la meccanica interna (detta mwhwmwiahardware, mwiqcomponente dura, nel senso di ferraglia) grazie ai mwigservizi segreti polacchi. La prima versione di Enigma sfruttava tre mwiwrotori per mescolare le lettere. Dopo il mwja1941, ad mwjqEnigma venne aggiunto un rotore, e il team di mwjgcriptoanalisti inglesi, capitanati da mwjwAlan Turing, si dovette interessare non più alla sua struttura fisica, ma alle posizioni in cui venivano utilizzati i rotori della nuova mwkaEnigma. Dato che queste istruzioni erano scritte su pagine mwkqsolubili nell'acqua (per poter essere più facilmente distrutte, evitando in tal modo che cadessero nelle mani del nemico) furono chiamate mwkgsoftware (mwkwcomponente tenera), in contrapposizione all'mwlahardware.

Il senso moderno del termine deriva dalle istruzioni date ai mwlgcomputer, ed è stato utilizzato per la prima volta nel 1957 da mwlwJohn Wilder Tukey, noto statistico mwmastatunitensecite-ref-2[2]. Dal 1950 l'analogia tra lmwnq'mwngmwnwhardware ed il mwoacorpo umano e quella tra il mwoqsoftware e la mwogmente umana si è fatta molto forte, dal momento che Turing ha sostenuto che il progresso mwowtecnologico sarebbe riuscito a creare, entro il 2000, delle macchine intelligenti (in grado cioè di «pensare» autonomamente) atte alla risoluzione dei problemi.

L'evoluzione e l'applicazione delle leggi di Moore

A partire dal mwpgsecondo dopoguerra, con lo sviluppo dell'mwpwhardware sono aumentate le possibilità per gli sviluppatori; ai sensi della mwqaseconda legge di Moore, una minaccia alla velocità di elaborazione, oltre ai costi, proviene dal software. Infatti ciò che conta per un utente non è tanto la velocità di elaborazione del processore, quanto la velocità effettiva di elaborazione del codice, calcolata in base al tempo che occorre alla mwqqCPU per eseguire un'operazione (come la scrittura di un testo, la creazione di una cartella).

Gli studi di Myhrvold

Nathan Myhrvold, direttore dell'Advanced Technology Group della mwraMicrosoft, ha effettuato uno studio sui prodotti Microsoft calcolando le linee di codifica per le successive mwrqrelease dello stesso software:

• Basic: da mwsa4 000 mwsqlinee di codice nel 1975 a mwsg500 000 nel 1995
• Word: da mwta27 000 linee di codice nel 1982 a mwtq2 000 000 nel 2002

La continua aggiunta di nuove funzionalità al software esistente giustifica la costante richiesta di mwtwprocessori più veloci, mwuamemorie sempre più grandi e più ampie capacità di mwuqI/O (Input/Output).

Infatti, anche le altre tecnologie si sono evolute di pari passo:

• i dischi rigidi da mwvq10 MB (1982) a mwvg1 TB (2007);
• i mwwamodem analogici da mwwq110 bit/s a mwwg56 kbit/s.

Myhrvold traccia un parallelismo con la legge di Moore: «mwxaabbiamo aumentato la dimensione e la complessità del software ancora più rapidamente di quanto non prevedeva la legge di Moore», «mwxqgli utenti del software hanno sempre consumato le maggiori capacità di elaborazione ad una velocità uguale o superiore a quella con cui i produttori di mwxgcircuito integrato le mettevano a disposizione» (mwxwStewart Brand, 1995).

Descrizione

Caratteri generali

In particolare in informatica si intendono tali il semplice mwywdato o mwzainformazionecite-ref-3[3] oppure più propriamente le mwaqistruzioni di un mwagprogramma codificate in mwawlinguaggio macchina o in mwbalinguaggio di programmazione (mwbqcodice sorgente), memorizzate su uno o più mwbgsupporti fisici, sotto forma di mwbwcodice eseguibile. Riguardo all'invenzione del termine, lo statunitense Paul Ni Quette sostiene di averlo coniato nel mwca1953,cite-ref-4[4] tuttavia è invece ritenuta certa la prima apparizione in una mwdqpubblicazione scientifica del mwdg1958 dell'American Mathematical Monthly da parte dello mwdwstatistico mweaJohn Wilder Tukey.cite-ref-5[5]

Genericamente si intende l’insieme dei mwfgprogrammi impiegati in un mwfwsistema di elaborazione daticite-ref-0-1-1[1] che gestisce il funzionamento di un elaboratorecite-ref-1-6-0[6]; si distingue fra:

• software di sistema: quello relativo al mwigsistema operativo dell’mwiwelaboratore elettronico;cite-ref-0-1-2[1]cite-ref-1-6-1[6]
• software di base: insieme dei programmi e delle procedure di utilità generale impiegabili da altri programmi;cite-ref-0-1-3[1]
• software mwmgapplicativo: relativo ai programmi applicativi progettati per particolari funzioni che possono essere ad esempio la mwmwscrittura, l'mwnaelaborazione di immagini, la mwnqgestione dei dati e altro.cite-ref-0-1-4[1]cite-ref-7[7]

Il termine si contrappone tradizionalmente ad mwpwhardware (la componente fisica di un sistema di calcolo),cite-ref-0-1-5[1] che rende possibile l'mwraesecuzione del software (la componente logica dello stesso). Nel tempo sono entrati nell'uso altri termini che descrivono elementi di un computer, come il mwrqfirmware. Il suffisso mwrg-ware (il cui significato è «componente») viene usato anche in altri termini che indicano particolari tipi di programmi: in funzione del ruolo che hanno in un sistema di calcolo (per esempio mwrwmiddleware), del tipo di mwsalicenza con cui sono distribuiti (mwsqfreeware, mwsgshareware), dell'edizione e altro ancora. Software di tipo speciale si trovano sui più disparati dispositivi (p.es. un televisore, un'automobile, un cronotermostato, una lavatrice ma anche applicazioni produttive).

Classificazione

I software possono essere classificati in base a diverse loro caratteristiche:

• grado di permissività della mwwglicenza (mwwwsoftware libero o mwxasoftware proprietario);
• mwxgda installare o mwxwportabile (ovvero sotto forma di prodotto) o fruibile come servizio (mwyaSaaS);
• mwygsistema operativo su cui possono essere utilizzati (OS ecc.);
• tipo di mwzainterfaccia utente visivacite-ref-8[N 1] (mw0qtestuale o mw0ggrafica, modalità mw0wtouch screen; vi sono tipologie di software in cui l'interfaccia utente è nascosta ovvero sostituita dall'ambiente di programmazione, come succede, ad esempio, nei mw1aSoC);
• modalità di esecuzione, mw1gbatch quando i lavori sono impostati in modo che possano essere eseguiti fino al completamento senza l'intervento umano, mw1wonline (o programmi interattivi) che invece richiedono l'intervento umano per l'immissione dati ed il controllo del lavoro;
• funzione (mw2qvideoscrittura, mw2gfoglio elettronico, mw2wdatabase management system, mw3agrafica, mw3qsistema operativo, mw3gbrowser, mw3wlettore multimediale, mw4aposta elettronica e altre decine di migliaia, considerando la variabilità in termini di soluzioni applicative, piattaforme ed edizioni/versioni;
• campo di applicazione: utilizzo casalingo (mw4ghome) o professionale (mw4wbusiness). In alcuni casi un prodotto vale per ambo le categorie, in molte altre un prodotto ha versioni specifiche (esempio un sistema operativo o una suite di produttività), in tantissime esiste solo per una delle due, spesso quella aziendale (ad esempio un sistema mw5aERP);
• mw5gstand alone (ovvero che possono girare completamente autonomi su sistemi isolati) oppure mw5wnetwork (ovvero che funzionano in un ambito di mw6arete). Il secondo caso può essere a sua volta diviso in software in versione mw6qclient-server (sul client può essere installato magari solo un mw6gagent oppure l'intero software che però si appoggia ad una mw6wbase di dati installato su un server oppure ad un servizio servercite-ref-9[N 2]), oppure in modalità mw8aterminal-server oppure mw8qcloud (applicazioni mw8gweb) anche in modalità mw8wSaaScite-ref-10[N 3]. Esempi classici di programma di rete, in ambito aziendale, è il mw-asistema gestionale, la mw-qposta elettronica centralizzata (spesso associata ai moduli di pianificazione attività e risorse), il mw-gfirewall della mw-wLAN.

Dal punto di vista gerarchicocite-ref-11[N 4] i software possono essere divisi in quattrocite-ref-12[N 5] categorie principali:

• mwaqcfirmware;
• mwaqksoftware di base (che a sua volta si divide in mwaqosistemi operativi, mwaqscompilatori e mwaqwinterpreti, mwaq0librerie);
• mwaq8driver;
• mwareprogrammi applicativi cioè tutti quei software che vengono utilizzati nel quotidiano (mwarihome), dai programmi per l'ufficio, ai videogiochi, ai mwarmbrowser per navigare in mwarqinternet, ai mwaruclient di posta, ai mwarylettori audio-video, alle applicazioni mwarcchat nonché i numerosissimi prodotti specifici in ambito professionale/industriale (mwargbusiness) per le più disparate esigenze/attività. Anche un sistema anti mwarkmalware è un'applicazione, così come un software di diagnostica (hardware o software), oppure uno strumento per gestire gli aggiornamenti. In ambiti professionali, il programma utente per gestire una macchina o un impianto è anch'esso un software così come, in applicazioni industriali (o, banalmente, nel quadro comandi di un comune ascensore), un mwaroPLC.

Con il termine mwarwsuite si designa un software strutturato in diversi programmi/moduli, solitamente configurabili (nel senso di installabili, attivabili) separatamente ma facenti parte di un'unica soluzione. mwar0Microsoft Office o mwar4AVG AntiVirus o mwar8SAP ERP sono esempi di suite software.

Realizzazione

Un software viene normalmente realizzato attraverso un processo di mwasmprogrammazione utilizzando uno o più mwasqlinguaggi di programmazione ad opera di un mwasuprogrammatore. Se il progetto diventa complesso, è opportuno dividere il programma in uno o più mwasymoduli, che possono essere così affidati a diversi mwascprogrammatori, modificati più semplicemente e riutilizzati in altri progetti. La realizzazione del software è un'attività complessa articolata in più fasi, per questo motivo spesso il software è associato ad un prodotto ingegneristico, ma se ne differenzia soprattutto per alcune caratteristiche:

• è molto «mwasomalleabile»;
• è un prodotto mwaswhuman intensive (e cioè un prodotto che richiede un considerevole sforzo in risorse umane perché si concentra soprattutto sulla mwas0progettazione e sull'mwas4implementazione).

La fase detta di mwatacompilazione, traduce ogni file del mwatecodice sorgente, scritto nel o nei linguaggi di programmazione, in un mwatifile oggetto contenente il mwatmprogramma in mwatqlinguaggio macchina adeguato all'mwatuarchitettura hardware di destinazione. In seguito tutti i mwatyfile oggetto attraversano una fase di mwatclinking per giungere al prodotto finale: il mwatgfile eseguibile.

Alcuni software non vengono compilati in quanto le istruzioni contenute nel mwatocodice sorgente vengono eseguite utilizzando un software detto mwatsinterprete.

Il modello di sviluppo

La gestione del processo di sviluppo è caratterizzato dalla scelta di un mwat8modello di sviluppo del software codificato nell'ambito dell'mwauaingegneria del software (mwaueSoftware Engineering), esistono:

• il modello classico o a mwauqcascata (mwauuwater-fall),
• il mwaucmodello a spirale (mwaugobject oriented),
• mwauometodologia agile (mwausagile software development, ASD). I metodi agili si contrappongono al modello a cascata (mwauwwaterfall model) e altri mwau0modelli di sviluppo tradizionali, proponendo un approccio meno strutturato e focalizzato sull'obiettivo di consegnare al cliente, in tempi brevi e frequentemente (mwau4early delivery/mwau8frequent delivery), software funzionante e di qualità.

Le versioni

Molte volte i software realizzati vengono distribuiti sotto forma di versioni successive, ciascuna identificata da un numero intero progressivo (accompagnata dalla relativa data) in aggiunta uno o più numeri decimali che identificano il codice di mwavmrilascio: tipicamente l'ordine di rilascio segue un andamento progressivo della numerazione per cui le versioni successive rappresentano cambiamenti delle precedenti con modifiche o miglioramenti in termini di nuove caratteristiche e funzionalità aggiunte e/o mwavqbug corretti con opportune mwavupatch oppure ottimizzazioni prestazionali. L'mwavyedizione è il principale stadio di una evoluzione del prodotto nel tempo (una sorta di grande revisione o ristrutturazione), mentre le versioni ne rappresentano i minori cambiamenti. La cosiddetta mwavcmwavgbuild a volte accompagna un numero di versione. Alcuni produttori (ad esempio mwavkMicrosoft nel caso di mwavoWindows 10 e successivi) aggiungono, oltre a versione e/o build, anche il numero di mwavsesperienza, strato legato principalmente alle caratteristiche dell'interfaccia utente (mwavwuser experience).

Molto spesso la versione e le altre informazioni pertinenti sono consultabili nel menù impostazioni\informazioni su...(nome prodotto) oppure, nei sistemi operativi, anche con un comando specifico (ad esempio in Windows è "winver").

Licenze d'utilizzo e distribuzione

La mwawulicenza d'uso è un mwawydocumento che accompagna il mwawcsoftware e specifica i mwawgdiritti e i mwawkdoveri di chi lo riceve e di chi lo diffonde.

Tutte le licenze d'uso traggono il loro valore legale dalle norme sul diritto d'autore (il mwawsmwawwcopyright).

Esistono mwaw4licenze libere, le mwaw8licenze Open Source e mwaxalicenze proprietarie. Nasce in seguito anche l'mwaxeOpen content che ha come scopo quello di trasferire le licenze su opere diverse dal software.

Le mwaxmlicenze di utilizzo e distribuzione del software libere ed mwaxqOpen Source sono numerose, ma quelle effettivamente diffuse sono poche. Per l'89% si tratta di mwaxuGPL, mwaxyLGPL e mwaxcBSD (licenza storica di mwaxgUnix, tornata in uso dall'avvento di mwaxkLinux).

Alcune licenze libere:

• mwax0GNU-GPL (la licenza libera più diffusa)
• mwax8GNU-LGPL
• mwayeBSD

Ogni tipo di licenza mwayudifferisce dagli altri per vari aspetti.

Brevettabilità del software

Nell'mwaygUnione europea, i software non possono essere oggetto di mwaykbrevetto, come accade invece negli mwayoStati Uniti. Il 6 luglio mways2005, il mwaywParlamento europeo ha respinto la proposta di mway0direttiva per la mway4Brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici, sostenuta dalla mway8Commissionecite-ref-13[8]cite-ref-14[9].

La proposta è stata rigettata alla prima votazione con 648 voti contrari, 32 favorevoli, rispetto a 680 schede scrutinate.

Il giorno prima della votazione, la Commissione Europea ha confermato che, in caso di bocciatura, non sarebbe stato presentato un nuovo testo sull'argomento.

Menù aiuto

Questo menù (presente praticamente in ogni programma applicativo che preveda l'interazione visiva con utente umano), tipicamente inserito nella barra principale, è quello che fornisce le informazioni nominalistiche sul relativo programma («Informazioni su ...»: nome, produttore, versione, disclaimer), la guida in linea, il supporto, ecc. Spesso il menù è etichettato con un punto di domanda (mwazw?).

Diritto d'autore

Fin dall'inizio degli anni Ottanta, c'erano state sentenze che avevano riconosciuto i programmi per elaboratori come opere letterarie e quindi meritevoli di essere protette dal diritto di autore.

È con il mwaaadecreto legislativo 518/1992 in attuazione della direttiva 91/250 che si adotta in Italia la tutela del diritto d'autore anche per i programmi per elaboratore.

Il software, secondo la definizione elaborata dall’mwaaiOrganizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO), viene definito come:

«espressione di un insieme organizzato e strutturato di istruzioni in qualsiasi forma o su qualunque supporto capace, direttamente o indirettamente, di far eseguire o far ottenere una funzione o un compito o far ottenere un risultato particolare per mezzo di un sistema di elaborazione elettronica dell’informazione»

Da queste definizioni si deduce ed interpreta l’appartenenza del software ai beni giuridici immateriali e in particolare alla categoria delle creazioni intellettuali; pertanto è tutelato dagli artt. 1 e 2 della mwaauLegge sul Diritto d'Autore (L. 633/41).

L'oggetto sottoposto a tutela (art.1, comma 2, LDA) è il programma per elaboratore, in qualsiasi forma espresso purché originale, quale risultato di creazione intellettuale dell'autore. È compreso inoltre nella tutela il materiale preparatorio per la progettazione del programma stesso.

Restano esclusi dalla tutela (art. 2, comma 8, LDA) le idee e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento del programma, compresi quelli alla base delle sue interfacce. La non tutela delle interfacce dal diritto d'autore è stata stabilita dalla Sentenza C-406/10 del 2 maggio 2012 della mwaagCorte di Giustizia dell'Unione Europea. Questo risultato è stato determinato al fine di conseguire l'interoperabilità tra programmi per elaboratori diversi.

Inoltre l'art.12-bis della legge sopracitata specifica che, salvo patto contrario, il datore di lavoro è titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica del programma per elaboratore creato dal lavoratore dipendente nell'esecuzione delle sue mansioni o su istruzioni impartite dallo stesso datore di lavoro. All'autore è riconosciuto il diritto morale ovvero il diritto di essere menzionato come autore o coautore nelle forme d'uso e nelle interfacce del programma.

Così come per altre opere di ingegno anche i diritti di utilizzazione economica per i programmi per elaboratore decadono al compimento del settantesimo anno dopo la morte dell'autore (art. 25, LDA).

I Diritti patrimoniali esclusivi sonocite-ref-15[10]:

• Pubblicazione e utilizzazione economica (art. 12, LDA)
• Riproduzione (artt. 13 e 64-bis lett. A, LDA)
• Modificazione (artt. 18 e 64-bis lett. B, LDA)
• Distribuzione (artt. 17 e 64-bis lett. C, LDA)
• Noleggio e prestito (art. 18-bis LDA)
• Esecuzione e rappresentazione in forma pubblica (art. 15 LDA)
• Comunicazione al pubblico (art. 16 LDA)
• Pubblicazione in raccolta (art. 18.2 LDA)

Restano esclusi da tali diritti:

• Uso e correzione di errori (art. 64-ter.1 LDA)
• Copia di backup (64-ter.2 LDA)
• Studio del funzionamento (art. 64-ter.3 LDA)
• mwab8Interoperabilità (art. 64-quater)

Fabbrica software

Una mwacmfabbrica software (mwacqsoftware factory), a volte mwacusoftware house, è un’organizzazione (reparto o unità di affari di un’azienda, oppure impresa, ente pubblico o associazione nella loro interezza) che produce software (proprio e/o per altri soggetti). È strutturata secondo una gerarchia di ruoli, presenza di competenze specifiche, impiego di risorse informatiche di sviluppo e di gestione del progetto, processi ben definiti. Solitamente riceve gli elementi in ingresso dal marketing e/o vendite e rilascia i prodotti all’assistenza per l’avvio della manutenzione. Tipicamente non ha solo personale interno ma ricorre a risorse specializzate esterne o a veri e propri fornitori (altre organizzazioni).

Note

Annotazioni

cite-note-8N 1. Visiva in quanto esiste anche il riconoscimento vocale come interfaccia con l'utente.
cite-note-9N 2. Specie nella configurazione nella quale sul client è installato solo l'agent.
cite-note-10N 3. Esempio semplice: Facebook è un'applicazione software web (mwadqfull web application in quanto non necessita di alcun agent installato a differenza, ad esempio, di Skype (inteso come app).
cite-note-11N 4. La distinzione è relativa al grado di «utilizzabilità» e «prossimità» rispetto all'utente.
cite-note-12N 5. Si potrebbe anche considerare una quinta categoria di software: gli «strumenti» (mwadstool nel linguaggio informatico). Si tratta di programmi di gestione di una periferica (mwadwdevice), ad esempio il pannello di controllo della stampante, della scheda video, di un disco esterno, ecc. Si tratta di software di interconnessione tra il sistema operativo e periferica (e quindi dei driver relativi) che consentono di regolare (mwad0setup) la periferica e il suo funzionamento nei confronti del sistema operativo o di altri programmi. Esistono anche tool di gestione di software applicativi, ad esempio il pannello di controllo di un mwad4anti-malware oppure quello di supervisione delle applicazioni specifiche del produttore del computer (OEM). Infine, esistono tool per la gestione (installazione, modifica-sviluppo, aggiornamento, manutenzione, ecc) di firmware o sistemi operativi

Fonti

cite-note-0-11. mwafamwafemwafisoftware in Vocabolario - Treccani, su mwafmtreccani.it. mwafqURL consultato il 3 dicembre 2018.
cite-note-22. mwafgFabrizia Sacchetti, mwafkmwafoPerché il software si chiama così?, in mwafsFocus, 6 giugno 2022.
cite-note-33. mwaf8(mwagamwageEN) mwagimwagmSoftware and data, su mwagqgithub.com. mwaguURL consultato il 30 settembre 2018. mwagc«software, while similar to data in terms of not traditionally having been cited in publications, is also different than data»
cite-note-44. Paul Niquette, mwagsmwagwIntroduction: the software age, «Sophisticated: The Magazine», 1995.
cite-note-55. David Leonhardt, mwahamwaheJohn Tukey, 85, statistician; coined the word 'software', «mwahiNew York Times», 28 luglio mwahm2000.
cite-note-1-66. mwahkmwahomwahsSoftware: Definizione e significato di Software – Dizionario italiano – Corriere.it, su mwahwdizionari.corriere.it. mwah0URL consultato il 3 dicembre 2018.
cite-note-77. mwaieRoberto Bocchini e Alberto Maria Gambino, mwaiimwaimI contratti di somministrazione e di distribuzione, UTET Giuridica, 2011, p.mwaiq 270, mwaiuISBNmwaiy 978-88-59-80718-6.
cite-note-138. mwai4mwai8Testo della proposta di Direttiva per la brevettabilità del software
cite-note-149. mwajomwajsmwajwArgomenti della Commissione Europea a sostegno della brevettabilità (mwaj0mwaj4PDF), su mwaj8europarl.europa.eu mwaka(archiviato dall'mwakeurl originale il 27 settembre 2012).
cite-note-1510. mwakumwakymwakcLegge sul diritto d'autore 2020, su mwakgaltalex.com.

Bibliografia

• G. Guglielmetti, mwakwL'invenzione di software. Brevetto e diritto d'autore, 2ª ed., Milano, Giuffrè, 1997.

Voci correlate

Concetti generali
Strumenti
Procedure
Tipi di software in relazione alla licenza d'uso
Tipi di software

• Elenco di tipi di software

Professioni correlate
Fondazioni e organizzazioni
Altri progetti

Altri progetti

• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «software»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul software

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itsoftware, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaCarlo Ghezzi e Ester Capuzzo, SOFTWARE, in Enciclopedia Italiana, V Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1995.
• citerefdizionario-delle-scienze-fisichesoftware, in Dizionario delle scienze fisiche, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1996.
• citerefsapere-itSoftware, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-della-matematicasoftware, in Enciclopedia della Matematica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013.
• citerefbritannica-com(EN) software, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Software, su Open Library, Internet Archive.